Network for Reparative Experience-Based Grief Therapy (REGT)

Siamo un gruppo di psicologi-psicoterapeuti e di psichiatri che dedicano il proprio lavoro clinico a promuovere l’elaborazione del lutto in chi è stato colpito da una grave perdita.

Diverse possono essere le modalità terapeutiche con cui chi resta viene aiutato ad affrontare uno dei compiti più difficili che la vita ci pone.

Fra esse spicca la Terapia del lutto basata sull’esperienza riparativa (Reparative Experience-Based Grief Therapy, REGT), una procedura grazie alla quale la persona in lutto entra in uno stato di ricettività mentale che le consente di accedere a un’esperienza multisensoriale di ricongiungimento e comunicazione con il proprio caro.

Tale esperienza, definita “Esperienza Emergente dopo la Perdita” (Emergent Post-Loss Experience, EPLE), costituisce il nucleo trasformativo dell’intervento terapeutico.

Favorire l’emergere delle EPLE costituisce una possibilità clinica di particolare rilevanza nel lavoro con le persone in lutto.

Da clinici intenti al benessere e alla crescita personale dei nostri pazienti, lasciamo giudicare ad essi la loro natura ultima.

Quello di cui siamo certi è che le EPLE costituiscono una risorsa estremamente preziosa per quanti stanno attraversando il dolore per la morte della persona amata.

Esse si traducono, infatti, in nuove convinzioni e rinnovate aspettative che, nel loro insieme, cambiano il significato del tragico evento.

Il modello clinico e di ricerca promosso dalla Rete per la Terapia del Lutto Basata sull’Esperienza Riparativa (REGT Network) nasce da un lavoro pluriennale di studio, pratica clinica e ricerca sviluppato originariamente all’interno della cornice teorica e metodologica della Induced After-Death Communication (IADC). Tale percorso si è evoluto nel tempo, senza assumere l’impianto preesistente come protocollo operativo invariabile.

L’attività di ricerca si è concentrata sull’analisi fenomenologica delle esperienze emergenti dopo la perdita, sul loro impatto terapeutico e sulle condizioni cliniche che ne favoriscono lo sviluppo.

Il nostro è, dunque, un approccio clinico-evolutivo guidato esclusivamente dalla ricerca scientifica.

Per ragioni formali legate all’uso della denominazione “IADC”, l’attività clinica e di ricerca viene oggi inquadrata in una diversa cornice di riferimento, coerente con lo sviluppo autonomo del modello.

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